L’importanza del rating per l’accesso al credito

Ho partecipato all’evento tenuto dal Prof. Claudio Mario Grossi, presidente di MarkUp dell’11 Aprile 2016 organizzato da Valore Studio Zucchetti nella sala corsi di Apogeo a Piacenza. Tante le tematiche affrontate nel rapporto banca e impresa. Oggi più che mai, l’accesso al credito è condizionato dai rating dei soggetti richiedenti credito.

Claudio Grossi è Professore Incaricato di: Analisi finanziaria e finanza d’impresa con sede a Piacenza; Business Finance al Campus di Piacenza; Programmazione e Controllo (Generale) presso la sede di Milano all’Università Cattolica del Sacro Cuore; Presidente di MarkUp International Consulting.

Le news e le novità più salienti che sono emerse durante l’incontro sono state per me motivo di utili riflessioni. In questo post ve le racconto.


Tutto ha inizio con l’analisi dello scenario economico mondiale fino al 2008, dove si evidenza come i Paesi del Sud Europa abbiano beneficiato di un forte afflusso di capitali. Il fenomeno è stato forte in Spagna, Portogallo ma anche l’Italia è stata coinvolta. La brusca ricomposizione dei portafogli degli investitori internazionali si è riflessa sui bilanci delle banche italiane.

La situazione italiana dal 1981 al 2007: il boom e la crisi economica

Nel 1981 l’Italia entra nel boom economico con un top dell’inflazione pari al 21,08%, ma tutto si modifica dopo il fallimento di Lehman Brothers nel 2007, anno antecedente la crisi economica, dove il tasso di inflazione in Italia si è ormai stabilizzato al 2,1%.

Nel 2007 si è stipulato l’accordo Basilea II sui requisiti minimi di capitale. Lo scopo di Basilea II è assicurare una stabilità del sistema bancario modificando il rapporto tra banca e impresa ma, come racconta il Prof. Grossi, le conseguenze di questa nuova regolamentazione non saranno indolore.

A partire dal 2008, le condizioni di offerta del credito sono diventate sempre più restrittive, per effetto delle forti tensioni a cui sono stati esposti i bilanci bancari che inevitabilmente si sono trasmesse al sistema produttivo con una più severa selezione della clientela.

2013: il rapporto tra PMI e banche

Il Prof. Grossi ha descritto, con l’ausilio di varie slide, lo scenario attuale:

Se le Banche devono fare i conti con le nuove regole e vincoli non posso non farVi notare che nel 2013 le PMI e le micro imprese italiane risultavano quattro volte più indebitate delle imprese scandinave, tre volte più indebitate di quelle tedesche, francesi, inglesi, due volte e mezza più indebitate della media europea.

Uno degli aspetti che ha reso difficile la liquidità delle imprese italiane sono i tempi medi di pagamento delle fatture.

rating

http://www.slideshare.net/ijimenez1/plazos-de-pago-en-europa

Dal grafico qui sopra emerge che l’Italia ha un tempo medio di pagamento delle fatture di 90 giorni.

Di conseguenza, i parametri di rischiosità delle imprese applicati dalle banche, che risentono delle Regole Europee di Asset Quality Review, fanno emergere una rischiosità molto più elevata di quella di imprese analoghe degli altri Paesi. Ciò obbliga le banche, secondo le regole di Basilea 2 ma ancor più di Basilea 3, a dotarsi di molto più Capitale.

Proprio di quanto non debbano fare le altre banche europee, con la duplice conseguenza di un costo del credito più alto – da un lato – e di “credit crunch” dall’altro, giacché le imprese italiane appaiono molto rischiose a causa di parametri inadeguati per la realtà italiana.

Nuove regole, nuovi scenari e anche un nuovo modo per misurare lo stato di salute delle aziende: non basta più solo il bilancio, la nuova parola d’ordine è RATING.

Cos’è il rating?

Il rating è un giudizio che viene espresso da un soggetto esterno e indipendente, l’agenzia di rating, sulle capacità di una società di pagare o meno i propri debiti. La banca valuta la solvibilità del soggetto Impresa e attribuisce un giudizio circa la capacità della stessa di generare le risorse necessarie a far fronte agli impegni presi nei confronti dei creditori. Tale giudizio è sottoposto a revisione periodica.– da Borsa italiana
Rating Scheda

http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/rating.htm

Da cosa dipende il rating

Il rating dipende dai:

  1. dati di bilancio;
  2. dati derivati dalla Centrale dei Rischi e dai dati andamentali nel rapporto con la singola banca.
  3. a) + b) valgono non meno dell’80% del rating.

Centrale Rischi e andamento del rapporto con la singola banca hanno un notevole peso nell’attribuzione e nella modifica periodica del rating.

Il rating è quindi un giudizio che esprime l’affidabilità di un’impresa, ovvero la sua capacità di ripagare un prestito in un determinato periodo di tempo.

Una società, una banca, uno Stato o un ente pubblico, che vogliono essere valutati, devono effettuare una richiesta ad una delle agenzie di rating presenti sul mercato. Questo servizio di valutazione è a pagamento e il suo valore viene riconosciuto dalle aziende.

Il rating della stessa impresa è differente per ogni banca, per due ragioni:

  1. ogni banca ha i suoi modelli;
  2. ogni impresa lavora in modo diverso con le diverse banche, per cui il rating è diverso da istituto a istituto.

Rating borsa italiana

http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/rating.htm

In base al Rating, le banche decidono i tassi da far pagare ai clienti. Questa è un’altra ragione che rende impossibile la concessione del credito alle imprese con un “rating basso” (alta probabilità di default). Il tasso che ne scaturirebbe supererebbe i limiti di legge e si trasformerebbe in usura, per cui non è cosi semplice concedere il credito.

Per quanto le banche debbano decidere sui propri modelli di misurazione del rischio. Farsi un buon rating, (soprattutto un buon check-up quantitativo dell’impresa) è indispensabile per poter dialogare con le banche usando i loro stessi sistemi e logiche, così da prevenire situazioni aziendali di rischio.

Dal 2007 sono le norme (come Basilea II e le successive) e non più i direttori di banca che determinano a chi concedere o mantenere il credito e con quali tassi.

Più è piccola l’impresa e più l’imprenditore è lontano dalle conoscenze del mondo bancario e della finanza. Per queste piccole ma importanti realtà il Commercialista diventa il referente strategico per la sopravvivenza finanziaria dell’impresa.

L’importanza del rating per l’accesso al credito: le conclusioni

Ci sono strumenti, documenta il Prof. Grossi a chiusura dell’incontro, che possono aiutare il Commercialista che crede e vuole investrire in questa competenza strategica a favore delle imprese sue clienti.

In un mercato difficile e competitivo diventa indispensabile gestire la rigidità delle banche verso l’apertura del credito e confrontarsi con le metodologie di valutazione.

La reputazione dell’impresa presso gli Istituti di credito è un elemento di sopravvivenza per l’azienda stessa.

Colgo l’occasione per invitarvi alla tavola rotonda del 5 Maggio 2016, organizzata con Apogeo, società del Gruppo Zucchetti, presso la sala corsi di Via Turati, 28 a San Martino Siccomario (PV) dalle ore 15 alle 18.

Per chi è interessato e desidererebbe partecipare può segnalare la Sua disponibilità. Sarete contattati al più presto, senza impegno.

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Marco Mussi

Consulente commerciale con esperienza nel settore degli Studi Professionali: Dottori Commercialisti, Consulenti del Lavoro, Associazioni di Categoria. In particolare analizzo e propongo soluzioni gestionali finalizzate all'ottimizzazione dei processi produttivi dello Studio e del Professionista.

L'importanza del rating per l'accesso al credito

L’importanza del rating per l’accesso al credito

Ho partecipato all’evento tenuto dal Prof. Claudio Mario Grossi, presidente di MarkUp dell’11 Aprile 2016 organizzato da Valore Studio Zucchetti nella sala corsi di Apogeo a Piacenza. Tante le tematiche affrontate nel rapporto banca e impresa. Oggi più che mai, l’accesso al credito è condizionato dai rating dei soggetti richiedenti credito.

Claudio Grossi è Professore Incaricato di: Analisi finanziaria e finanza d’impresa con sede a Piacenza; Business Finance al Campus di Piacenza; Programmazione e Controllo (Generale) presso la sede di Milano all’Università Cattolica del Sacro Cuore; Presidente di MarkUp International Consulting.

Le news e le novità più salienti che sono emerse durante l’incontro sono state per me motivo di utili riflessioni. In questo post ve le racconto.


Tutto ha inizio con l’analisi dello scenario economico mondiale fino al 2008, dove si evidenza come i Paesi del Sud Europa abbiano beneficiato di un forte afflusso di capitali. Il fenomeno è stato forte in Spagna, Portogallo ma anche l’Italia è stata coinvolta. La brusca ricomposizione dei portafogli degli investitori internazionali si è riflessa sui bilanci delle banche italiane.

La situazione italiana dal 1981 al 2007: il boom e la crisi economica

Nel 1981 l’Italia entra nel boom economico con un top dell’inflazione pari al 21,08%, ma tutto si modifica dopo il fallimento di Lehman Brothers nel 2007, anno antecedente la crisi economica, dove il tasso di inflazione in Italia si è ormai stabilizzato al 2,1%.

Nel 2007 si è stipulato l’accordo Basilea II sui requisiti minimi di capitale. Lo scopo di Basilea II è assicurare una stabilità del sistema bancario modificando il rapporto tra banca e impresa ma, come racconta il Prof. Grossi, le conseguenze di questa nuova regolamentazione non saranno indolore.

A partire dal 2008, le condizioni di offerta del credito sono diventate sempre più restrittive, per effetto delle forti tensioni a cui sono stati esposti i bilanci bancari che inevitabilmente si sono trasmesse al sistema produttivo con una più severa selezione della clientela.

2013: il rapporto tra PMI e banche

Il Prof. Grossi ha descritto, con l’ausilio di varie slide, lo scenario attuale:

Se le Banche devono fare i conti con le nuove regole e vincoli non posso non farVi notare che nel 2013 le PMI e le micro imprese italiane risultavano quattro volte più indebitate delle imprese scandinave, tre volte più indebitate di quelle tedesche, francesi, inglesi, due volte e mezza più indebitate della media europea.

Uno degli aspetti che ha reso difficile la liquidità delle imprese italiane sono i tempi medi di pagamento delle fatture.

rating

http://www.slideshare.net/ijimenez1/plazos-de-pago-en-europa

Dal grafico qui sopra emerge che l’Italia ha un tempo medio di pagamento delle fatture di 90 giorni.

Di conseguenza, i parametri di rischiosità delle imprese applicati dalle banche, che risentono delle Regole Europee di Asset Quality Review, fanno emergere una rischiosità molto più elevata di quella di imprese analoghe degli altri Paesi. Ciò obbliga le banche, secondo le regole di Basilea 2 ma ancor più di Basilea 3, a dotarsi di molto più Capitale.

Proprio di quanto non debbano fare le altre banche europee, con la duplice conseguenza di un costo del credito più alto – da un lato – e di “credit crunch” dall’altro, giacché le imprese italiane appaiono molto rischiose a causa di parametri inadeguati per la realtà italiana.

Nuove regole, nuovi scenari e anche un nuovo modo per misurare lo stato di salute delle aziende: non basta più solo il bilancio, la nuova parola d’ordine è RATING.

Cos’è il rating?

Il rating è un giudizio che viene espresso da un soggetto esterno e indipendente, l’agenzia di rating, sulle capacità di una società di pagare o meno i propri debiti. La banca valuta la solvibilità del soggetto Impresa e attribuisce un giudizio circa la capacità della stessa di generare le risorse necessarie a far fronte agli impegni presi nei confronti dei creditori. Tale giudizio è sottoposto a revisione periodica.– da Borsa italiana
Rating Scheda

http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/rating.htm

Da cosa dipende il rating

Il rating dipende dai:

  1. dati di bilancio;
  2. dati derivati dalla Centrale dei Rischi e dai dati andamentali nel rapporto con la singola banca.
  3. a) + b) valgono non meno dell’80% del rating.

Centrale Rischi e andamento del rapporto con la singola banca hanno un notevole peso nell’attribuzione e nella modifica periodica del rating.

Il rating è quindi un giudizio che esprime l’affidabilità di un’impresa, ovvero la sua capacità di ripagare un prestito in un determinato periodo di tempo.

Una società, una banca, uno Stato o un ente pubblico, che vogliono essere valutati, devono effettuare una richiesta ad una delle agenzie di rating presenti sul mercato. Questo servizio di valutazione è a pagamento e il suo valore viene riconosciuto dalle aziende.

Il rating della stessa impresa è differente per ogni banca, per due ragioni:

  1. ogni banca ha i suoi modelli;
  2. ogni impresa lavora in modo diverso con le diverse banche, per cui il rating è diverso da istituto a istituto.

Rating borsa italiana

http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/rating.htm

In base al Rating, le banche decidono i tassi da far pagare ai clienti. Questa è un’altra ragione che rende impossibile la concessione del credito alle imprese con un “rating basso” (alta probabilità di default). Il tasso che ne scaturirebbe supererebbe i limiti di legge e si trasformerebbe in usura, per cui non è cosi semplice concedere il credito.

Per quanto le banche debbano decidere sui propri modelli di misurazione del rischio. Farsi un buon rating, (soprattutto un buon check-up quantitativo dell’impresa) è indispensabile per poter dialogare con le banche usando i loro stessi sistemi e logiche, così da prevenire situazioni aziendali di rischio.

Dal 2007 sono le norme (come Basilea II e le successive) e non più i direttori di banca che determinano a chi concedere o mantenere il credito e con quali tassi.

Più è piccola l’impresa e più l’imprenditore è lontano dalle conoscenze del mondo bancario e della finanza. Per queste piccole ma importanti realtà il Commercialista diventa il referente strategico per la sopravvivenza finanziaria dell’impresa.

L’importanza del rating per l’accesso al credito: le conclusioni

Ci sono strumenti, documenta il Prof. Grossi a chiusura dell’incontro, che possono aiutare il Commercialista che crede e vuole investrire in questa competenza strategica a favore delle imprese sue clienti.

In un mercato difficile e competitivo diventa indispensabile gestire la rigidità delle banche verso l’apertura del credito e confrontarsi con le metodologie di valutazione.

La reputazione dell’impresa presso gli Istituti di credito è un elemento di sopravvivenza per l’azienda stessa.

Colgo l’occasione per invitarvi alla tavola rotonda del 5 Maggio 2016, organizzata con Apogeo, società del Gruppo Zucchetti, presso la sala corsi di Via Turati, 28 a San Martino Siccomario (PV) dalle ore 15 alle 18.

Per chi è interessato e desidererebbe partecipare può segnalare la Sua disponibilità. Sarete contattati al più presto, senza impegno.

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Marco Mussi

Consulente commerciale con esperienza nel settore degli Studi Professionali: Dottori Commercialisti, Consulenti del Lavoro, Associazioni di Categoria. In particolare analizzo e propongo soluzioni gestionali finalizzate all'ottimizzazione dei processi produttivi dello Studio e del Professionista.